C'era una volta il Baseball

Quando, molti anni fa, arrivo' l'attuale presidente della FIBS, il baseball ed il softball erano strutturati in modo serio, con molti appassionati presenti alle partite, e molti dirigenti validi in federazione. Poi, il gioco agonistico si e' trasformato in uso mediocre del potere fatto di piccoli interessi personali, di ripicche, fino ad arrivare ai nostri giorni, dove il baseball e' stato ucciso, ed il softball abortito. Tutto fatto e diretto dal presidente in modo intenzionale, direi in maniera scientifica, attraverso promesse e compromessi con alcuni, ingannando molti appassionati che proprio in virtu' della loro dedizione giornaliera si sono lasciati abbindolare, compreso il sottoscritto, che proprio per questa passione e' caduto nella stessa trappola. Il gioco del baseball, come ho sempre ribadito, e' alla base della formazione dei giovani, essendo completo nel rappresentare sia lo spirito di gruppo in difesa, sia l'individualismo in battuta. Se poi unito allo studio, costruendo dei campus, come era mia intenzione, sarebbe stato un vero processo formativo per i giovani, che non sono piu' supportati dalla scuola. E spesso anche la famiglia rimane impotente nel processo formativo.

Per questo, anni fa ho dato vita alla Urbe Roma; un progetto sportivo, sociale e culturale, istituendo diverse squadre di baseball ed una di softball, che in cinque anni hanno riempito i campi romani, per rilanciare questo bellissimo sport a Roma, secondo dei modelli operativi basati su precisi modelli organizzativi. Ma tutto questo, evidentemente, crea imbarazzo e fastidio al presidente. Perche' quello che la Urbe Roma ha fatto non è “sotto il suo controllo” e quindi va osteggiato in tutti i modi.

Basti pensare che la squadra di softball, promossa in ISL, quest'anno non ha mai potuto giocare a Roma, perche il campo federale non e' illuminato. Campo strapagato dalla Urbe Roma alla Federazione, che pretendeva che l'impianto di illuminazione, su un campo non di proprieta', fosse pagato da noi. Al pari del tabellone grafico, che abbiamo progettato installato e montato a costo nostro, all'inizio della nostra avventura, quando la passione andava oltre la razionalita'. Un impianto, quello dell'Acqua Acetosa, dove la Federazione dice di aver speso 300.000 euro per manutenzioni che non si vedono, e quindi nelle prossime settimane andremo ad indagare. Aver creato un grosso movimento giovanile, che copre tutte le categorie giovanili di baseball, oltre alla maggiore, promossa in Serie A, ed una squadra di Softball, che in breve tempo ha ottenuto un meritato posto in ISL, e' un fatto molto positivo per lo sport. Per questo l'investimento economico e' stato ingente ma necessario per rispettare tutti gli impegni, ed e' stato ottenuto grazie ad uno sponsor italiano con presenza importante negli USA. Questo modello e' stato costruito per attirare altri sponsor, con la stessa posizione oltre oceano, in grado quindi di investire per ottenere visibilita' sul mercato americano. Un progetto che partiva da Roma per aiutare le altre squadre italiane, nel tentativo gia' illustrato, di creare un grande baseball in Italia, con sponsor precisi e convinti. Tutto questo cessa.

E' una decisione necessaria per due motivazioni, morale e economica. Per primo ritengo sbagliato seguitare ad illudere i ragazzi e le ragazze che il baseball ed il softball in Italia, con questo presidente, siano sport formativi e basati su sistemi meritocratici altamente sportivi. Non e' cosi'. Ed i fatti, purtroppo, sono evidenti. Il secondo motivo è economico e sostanziale. Non ritengo più possibile che le squadre finanzino questa Federazione per permettere al suo presidente di usare a suo piacimento queste disponibilita' in modo discrezionale, usando lo sport come strumento di potere personale e non di sviluppo del movimento, atterrito dalla possibilita' che un grande baseball in Italia lo travolga. Un presidente federale deve come prima cosa generare consenso e sviluppo, favorendo i rapporti tra le squadre, ampliando i confini dello sport, ed aumentando con ogni mezzo gli atleti praticanti. Oggi, invece ci troviamo di fronte ad uno sport svilito di energie, di sponsor e numero di atleti, distrutto nei fondamentali, ed un presidente che, nel frattempo, ha furbescamente conquistato ben tre poltrone dove adagiarsi comodamente e contemporaneamente, dalle quali infierisce sui disgraziati appassionati che tirano la “sua” carretta per poi dichiarare che: “La colpa di questo sfacelo e' delle squadre, che non hanno capito il momento”.

In effetti ha ragione, visti i suoi risultati opportunistici, ma noi lavoravamo per lo sport, non per noi stessi. Certamente non abbiamo capito il momento, perche' molto impegnati a cercare i soldi per i rimborsi spese, a preparare i campi, le trasferte, angosciati da conti che non tornano mai, e da stanchezza latente durante le lunghe trasferte, fatte nel massimo della economicita', mentre il presidente, e' tutto dedicato al suo futuro personale e, con ricco codazzo di costosi quanto inutili segugi, salta con i nostri soldi da un aereo all'altro nel massimo della comodita', considerata la sua tariffa presidenziale. Una persona che ha distrutto le relazioni tra le squadre, dividendo piu' che unendo, al solo scopo di governare, usando ed abusando della burocrazia di cui e' profondo conoscitore, e quindi grande manovratore. Basta scorrere i cognomi degli atleti passati per l'accademia, che non sono certo frutto di omonimia, oppure verificare la creazione di societa' fondate per rivendere a “minor costo” attrezzatura sportiva, con la partecipazione della FIBS nel capitale sociale, oppure divulgare dati che dovrebbero essere pubblici ma non lo sono. Potremmo proseguire per molto, ma non ora.

Esiste una azione di responsabilita' che presto sara' resa pubblica. La Urbe Roma chiude l'attivita' sportiva nell'ambito della Federazione, per non continuare ad alimentare con il suo sforzo, insieme a tutte le altre squadre, la fallimentare gestione attuale, ma e' pronta a rientrare nell'ambito federale un secondo dopo che questa Federazione avra' un nuovo presidente e, soprattutto, un diverso modello organizzativo e sportivo, che assicuri a tutti gli atleti in campo quella dignita' che oggi manca, agli sponsor un piano strategico credibile, ed ai genitori dei ragazzi la certezza che lo sport del baseball è competizione sul campo, non gestione del potere e continue congiure, che hanno allontanato in questi ultimi otto anni i migliori sponsor, ed i migliori dirigenti. E' necessario per questo, che quanti hanno capito e sofferto questa situazione, vivendo di piccoli ricatti, e mediocri patti scellerati, smettano di essere vittime di pressioni, e trovino la forza di isolare la Federazione e partecipare alla creazione di un movimento alternativo, mettendoci tutti la faccia, nella convinzione che i ricatti appartengano al passato. Non siamo sudditi di un regno nel quale e' obbligatorio pagare per giocare a queste misere condizioni. A pari condizioni ed in assoluta liberta' possiamo creare una Lega che ci faccia giocare e divertire di piu', forse a minor costo, con regole umane e condivise. Questo stato si puo' cambiare entro quest'anno, se la maggioranza lo vuole e si dimostra coesa ed unita. E' proprio l'unione dei team che mette in crisi colui che sopravvive solo dividendo le forze, perche' sa che la base di questo sport è sana. E' questo dato che va metabolizzato da tutti. Bisogna esserne consapevoli: il marcio è nella testa. La base, ovvero quelli che sono sul campo ed intorno, è sanissima. Per questo, sempre mettendoci la faccia per primo, con trasparenza e massima professionalita', lavorero' su due linee parallele.

La prima nel creare una Lega alternativa, attraverso una coesione di tutti i team che vogliono questo netto cambiamento, attraverso una serie di incontri strutturati. La seconda atta ad evidenziare e portare alla luce tutte le azioni che hanno devastato il nostro sport oltre a mettere a nudo la persona che impedisce a questo movimento di esplodere come dovrebbe.

Claudio Carnevale.